Softail

1983

Il termine Softail (lett. “coda soffice”, denominazione ufficiale: FXST) individua un’intera gamma di modelli prodotti dalla Harley-Davidson a partire dal 1984, contemporaneamente al lancio della fondamentale famiglia di propulsori Harley-Davidson Evolution.

La Softail è caratterizzata dalle particolari architetture delle sospensioni, con gli ammortizzatori posti orizzontalmente sotto la trasmissione lungo l’asse longitudinale. Questo tipo di telaio fu brevettato dall’Ing. Bill Davis del Missouri.

2d0aa-soft_stand_04La nascita del Softail ha subito numerose e lunghe traversie per la produzione del primo modello. L’ing. Bill Davis viveva nel Missouri ed aveva acquistato nel 1972 una Super Glide. Non particolarmente attratto della sella cosi alta da terra e le due sospensioni cosi in vista, decise di progettare un nuovo telaio nel 1974. La soluzione giunse semplice con la progettazione di un forcellone posteriore a forma triangolare, predisponendo due ammortizzatori sotto la sella tra la batteria e il serbatoio dell’olio. Inizia a produrre i primi telai, installando uno sulla sua FX1200. Si reca a Milwaukee per incontrare Willie G. Davidson e Louie Netz, sebbene questi erano molto attratti ed interessati all’innovazione del nuovo telaio progettato dal Davis, solo sei mesi dopo avviarono una trattativa per l’acquisto del brevetto che non raggiunge alcun accordo. L’ing. Bill Davis tornò in Missouri adottando nuove migliorie al suo telaio, mediante l’installazione degli ammortizzatori sotto al cambio, facilitando l’accesso al vano batteria. La difficoltà principale nella fase di progettazione era la produzione di ammortizzatori che funzionassero in estensione e non per compressione. Dopo diversi test, il telaio dimostra la sua efficacia e viene denominato ” Sub Shock”. Venne offerto sul mercato dalla società Road Worx con una propria produzione di proprietà dell’Ing. Davis. Lo stesso pubblicizzò il telaio sulla rivista “Easyriders” montato su una FXWG Wide Glide con parafango posteriore di una Fat Bob, supporti curvi e serbatoio dell’olio a ferro di cavallo. L’azienda subì numerosi ordini, purtroppo, non avendo coperture finanziarie adeguate, si trovò costretto a vendere il brevetto con la produzione, la prima trattativa venne avviata con la Honda, ma l’accordo si raggiunge con la Harley Davidson il 6 gennaio 1982. Il primo modello di Softail venne presentato nel 1983 ed offerto nel mercato nel 1984.

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La denominazione Softail trae la sua origine dalla particolare architettura delle sospensioni orizzontali della ruota posteriore, nascoste sotto la trasmissione lungo l’asse longitudinale, per dare l’apparenza visiva di un telaio rigido (cosiddetto “hardtail”) come noto elemento caratteristico dei chopper che popolavano le strade americane (e non solo) in particolare durante gli anni ’60 e ’70, ma con la comodità di un telaio ammortizzato; si tratta di una novità assoluta per la Casa di Milwaukee. I due ammortizzatori orizzontali sono regolabili, così come quelli laterali tipici della gamma Sportster e Dyna Glide. Altra caratteristica peculiare del telaio Softail (ma anche di quelli hardtail) è la presenza, sui due lati, dei triangoli di collegamento all’asse della ruota posteriore, ben presto imitata dalla concorrenza giapponese.

L’adattabilità del telaio Softail permette sin dall’inizio l’utilizzo di diversi tipi di forcelle all’anteriore (ivi inclusa la celebre Springer) nonché di pneumatici anteriori e posteriori con vari diametri e sezioni, da cui la varietà di modelli HD denominati Softail.

L’unica motorizzazione disponibile per le Softail per ben 14 anni (tra il 1984 ed il 1998) è il collaudato e robusto propulsore bicilindrico raffreddato ad aria e a V stretta di 45° Evolution, con una cilindrata di 1.338 cm³. Da notare che nei modelli Harley-Davidson l’appartenenza alla famiglia delle Softail è desumibile dalla presenza, all’interno della sigla identificativa del modello, delle lettere “ST”.

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1984 FXST Softail

Importante sottolineare che il grande successo commerciale delle Softail EVO tra gli anni ’80 e ’90 ha permesso la rinascita della Harley-Davidson e la riconquista della leadership nelle vendite di moto di grossa cilindrata, a scapito della concorrenza giapponese, sul mercato nordamericano.

Nel 1986 alla gamma Softail si aggiunge il modello Custom pensata peer i lunghi viaggi con ruota posteriore lenticolare, motore nero e coperchi cromati. Adotta un cambio a 5 rapporti e la cinghia dentata di trasmissione. Questo modello fu molto discusso per le grandi polemiche dei costruttori giapponesi che accusavano di aver copiato le loro cruiser.

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1986 – FXSTC Softail Custom

Nel 1988 venne prodotto il primo modello Springer della famiglia Softail, venne chiamato cosi per la forcella anteriore a parallelogramma. Riprende le forcelle della harley Davidson prodotte fino al 1948. E’ una moto che combina il classico ed il moderno, interamente ridisegnata con boccole in teflon, freno a disco con pinza flottante ed ammortizzatore idraulico.

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1988 – FXSTS Softail Springer

Nel 1990 viene proposta sul mercato la Fat Boy, ebbe subito un grande successo per la sua linea “cattiva” che pone in attenzione le sue parti cromate e cerchi lenticolari da 16 pollici. Questa moto è stata molto utilizzata in vari spot pubblicitari.

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1990 – FLSTF Softal FatBoy

Nel 1998 esce sul mercato la Night Train. Si narra che questo modello sia dovuto all’enorme successo per l’interesse dei distributori europei rivolto ad una Softail Custom richiesta dall’importatore italiano Carlo Talamo che fece installare un drag bar e finiture “all black” simili alla Dyna FXB Sturgis.

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1998 – FXSTB Night Train

A partire dal 1999 entra in produzione il propulsore Twin Cam, il Big Twin che raccoglie la pesante eredità dell’EVO e traghetta le motociclette americane nel XXI secolo (soprattutto a livello di emissioni sonore e di gas di scarico). Tutta la gamma Harley Davidson acquistano quindi il nuovo propulsore: l’ultima Softail a montare l’EVO è la Night Train del 1998.

Da sottolineare che il propulsore TC viene sin dall’inizio prodotto in due versioni: quella utilizzata sulle Softail è denominata Twin Cam B, in quanto dotata di un albero controrotante destinato ad eliminare quasi del tutto le vibrazioni generate dal propulsore.

L’erogazione della potenza e della coppia sulle Softail motorizzate TC è superiore e più progressiva rispetto all’EVO, mentre le vibrazioni (cosiddette “good vibrations”) vengono quasi del tutto eliminate, specialmente sui TC ‘B’: ciò determina un deciso cambiamento nel carattere del propulsore, essenzialmente più docile, ed in generale della motocicletta, molto più di quanto l’estetica non lasci intuire; inoltre il peso tende progressivamente ad aumentare. Tuttavia, anche a causa degli scarichi catalizzati sempre più chiusi per rispettare le normative internazionali sulle emissioni, il celebre sound del bicilindrico made in USA tende ad essere sempre più soffocato.

33d14-deucevvegas_lg2b2003_harley_davidson_softail_deuce2btop_tank_view-jpegInizialmente aveva una cilindrata di‭ ‬1.450‭ cm³‭ (‬88‭ ‬pollici cubi‭)‬ ma già a partire dall’anno successivo divenne disponibile un kit,‭ ‬prodotto dalla stessa Harley-Davidson,‭ ‬che portava la cilindrata a‭ ‬1.550 cm³ (‬94,5‭ ‬pollici cubi‭)‬. Negli anni seguenti la Casa americana ha progressivamente aumentato la cilindrata del propulsore a 98 e anche a 103 pollici cubi (1690 cm³), al fine di aumentare coppia e potenza, facendone il motore di maggiore cubatura nella storia HD.

L’iniezione elettronica indiretta sequenziale inizialmente non viene utilizzata sulle Softail TC, permanendo quindi l’alimentazione a carburatore singolo sino al 2002. Restano sostanzialmente analoghe le altre caratteristiche, quali la forma del telaio e dei serbatoi, i doppi ammortizzatori orizzontali, la trasmissione a cinghia dentata e l’estetica generale. Le coperture posteriori progressivamente aumentano la sezione (dapprima da 130 mm a 150, poi 160, 180, fino ad arrivare anche a 240 mm). Gli impianti frenanti vengono conseguentemente adeguati con nuovi dischi freno e pinze a due pistoncini, così come il numero di rapporti, che passa da 5 a 6, con conseguente diminuzione dei giri motore a pari velocità ed aumento della velocità massima.

Dal 2000 al 2007 venne prodotta la nuova Softail Deuce che rappresenta l’interpretazione più moderna della Softail. La Deuce presenta un nuovo serbatoio con strumentazione integrata, nnuovi parafanghi, una forcella totalmente cromata e con ruota posteriore da 17″.
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2002 – FXSTDI Softail Deuce

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Un grande successo venne fissato dalla nuova Softail Springer Classic nel 2005, che si rifaceva alla gloriosa creazione che portava il nome di Panhead (hardtail) datata 1948. Volutamente retrò con avantreno a parallelogramma.

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2005 – Springer Classic

A far compagnia alla Springer Classic nel 2005 sfodera anche la Softail Deluxe che si conferma nello stile retrò degli anni 30. Nello stesso anno venne commercializzata la nuova Fat Boy 2005, per celebrare i 15 anni del primo modello. La nuova versione si presenta con ampie di cromature e fregio sul serbatoio con parti in oro 24 carati, il modello celebrativo venne prodotta in edizione limitata.

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2005 – FLSTFI 15th Anniversary Edition Fat Boy

Dal 2008 e il 2010 venne proposto sul mercato la Rocker e la Rocker C. La prima è un monoposto con sigla FXCW rispecchia l’autentico chopper unito ad idee innovative. Viene equipaggiato con una ruota posteriore da 240 mm e lungo parafango flottante, con forcella molto inclinata e sella monoposta che dista 665 mm da terra. Il modello Rocker C con sigla FXCWC che si presenta con maggiori cromature ed un sellino per il passeggero.

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2010 – Softail Rocker

Nello stesso anno la Harley Davidson festeggia u 105° anniversario con la FLSTC Heritage, è un modello retrò pensata per lunghi viaggi equipaggiata con parabrezza a sgancio rapido. Dopo qualche anno nel 2008 entra sul mercato un nuovo modello in vero stile bobber equipaggiata di forcella springer che richiamava quella della seconda guerra mondiale, monoposto con motore Twin Cam 96B ed il moderno cambio a 6 rapporti. Il modello prende il nome di Cross Bones.

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2008 – FLSTSB Cross Bones

Nello stesso periodo venne presentata la nuova Springer CVO, ampie di cromature con motore di colore nero, equipaggiata di sospensioni con assetto speciale, forcelle cromate e particolari esclusivi. Il propulsore è un TwinCam 110B con cambio a 6 marce. Solo nel 2009 vennero venduti 2500 esemplari al prezzo di 27.000 dollari sul mercato USA.

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2009 – Springer CVO

Nello stesso anno 2009 venne presentata una FatBoy Special in stile Dark Custom, bassa e scura, solo 660 mm l’altezza della sella da terra. Equipaggiata con propulsore TC96BTM e cambio a 6 marce.

Nel 2010 un altro successo venne registrato nelle vendite della nuova CVO Convertible (FLSTSE), è una moto versatile pensata per i viaggi in stile. Prodotta in 2500 esemplari venduti al prezzo di 28.000 dollari. Nel 2011 con la sigla FLSTSE2 venne riproposta più cromata e montava di serie un sistema antifurto e dispositivo ABS, nuovo impianto stereo predisposto per Ipod Nano. La moto è prodotta in 2400 esemplari venduti al prezzo di 29.500 euro. Nel 2012 arriva la sua terza edizione con la FLSTSE3 con migliore dotazione tecnologica, nuove colorazioni. Prodotta in circa 2400 esemplari in vendita a 30.400 euro.

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2010 – Softail Convertible CVO

Arriva nel 2010 la Blackline in stile retrò con sella molto bassa e tanta tecnologia, equipaggiata con manubrio “split drag bar” ed il retrotreno stretto. Si rinnova nel 2013 con i cerchi neri a raggi con l’anteriore da 21 pollici ed il posteriore con pneumatico da 144 mm.

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2011 – FXS Blackline

Nel 2012 debutta la  FLS Slim in stile bobber che ricorda gli anni 40 retrò. E’ una moto minimalista e classica. Nel 2013 la definiscono il “predatore urbano” e prende il nome di Breakout con la sigla FXSB. Si presenta come un modello premium della categoria, ha finiture e componenti distintivi. Allungato e dal profilo basso, è bilanciata dalla massiccia forcella e parafanghi corti. E’ dotata di pneumatico posteriore da 240 mm e manubrio drag. La FLS Slim si rinnova nel 2013 equipaggiata con elegante manubrio in stile retrò, il faro anteriore nero lucido e la console in stile “cat eye”, con il suo tachimetro caratteristico con il fondo vintage.

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2013 – FXSB Breakout

Un altro modello di successo in stile retrò è la FLST Heritage Classic riproposta nel 2013 con un migliore look, equipaggiata di borse laterali ricche di borchie e fibbie a sgancio rapido, parafanghi avvolgenti con particolari cromati ed un faro imponente da 18 cm cromato.

Nello stesso anno viene riproposta il modello Fatboy nella versione FLSFT m.y.2013 con gomma anteriore da 140 mm e posteriore da 200 mm, manubrio con diametro maggiorato. E la Fatboy Special (FLSTFB) che evidenzia lo stile bobber. Nello stesso anno venne presentata anche la versione per celebrare i 110° anniversario della Harley Davidson con colorazione bronzo.

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2013 – FLSTFB FatBoy Special

A ricordare lo stile retrò si presenta la nuova Deluxe (FLSTN) con imponenti steli delle forcelle e manubrio spesso in acciaio, il faro rotondo da sette pollici. Nel 2013 è anche l’anno del rinnovamento per la Heeritage Classic in allestimento 110th Anniversary, nella colorazione bronzo sul serbatoio e sui parafanghi completati in nichel. I fregi ricordano il commemorativo anniversario al quale la moto è dedicata.

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2013 – Softail Heritage Classic 110th Anniversary

Nel 2014 tutta la gamma Softail ha subito aggiornamenti con l’equipaggiamento di nuove tecnologie e nuove colorazioni. Un ampio assortimento di accessori e personalizzazioni in una gamma che nella sua storia ha sempre esposto con onore le caratteristiche e lo stile della casa Harley Davidson.

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2014 – Softail Brackout

L’offerta 2015 si rinnova di nuove personalizzazioni ed accessori:

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2015 – Softail Fatboy

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2015 – Softail FatBoy Special

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2015 – Softail Deluxe

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2015 – Softail Heritage Classic

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2015 – Softail Slim

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2015 – Softail Breakout